• Male fertilityis in HARD DROP

    health

    Male fertility
    is in
    HARD DROP
    ONLY 30% of European males
    have optimal sperm quality.
    Eshre: European Society of Human
    Reproduction and Embryology
  • PollutionALTERATION the DNA

    Pollution

    Pollution
    ALTERATION the DNA
    Smog affects some genes, so it matters more where you live and what you breathe, rather than the story of your grandparents and great-grandparents
    from a Canadian study
  • FOOD increasingly CONTAMINATED

    alimentation

    FOOD increasingly CONTAMINATED
    contribute to continuous lowering
    of immune defenses and
    increase of intolerances and allergies
  • EcoFoodFertilityTHE NEW MODELof evaluation

    medical research

    EcoFoodFertility
    THE NEW MODEL
    of evaluation
    environmental impact on human health for theprevention in risk areas

«Ricordo bene il tono sicuro di un biologo quando fu definitivamente accertato che non esisteva una sola donna incinta in tutto il mondo: “Ci vorrà del tempo per scoprire le cause di questa apparente sterilità universale”, diceva. Sono trascorsi 25 anni e nessuno ci crede più: con tutta la nostra sapienza, intelligenza e potenza non sappiamo più fare quello che gli animali fanno senza pensare».

Quando nel 1992 la scrittrice inglese P.D. James pubblicò I figli degli uomini, descrivendo un’umanità condannata all’estinzione per l’infertilità del seme maschile, il libro fu catalogato nel genere fantascienza. Oggi quello stesso romanzo distopico potrebbe essere annoverato tra i più realistici della narrativa contemporanea.


Questo perché, se già nel 1992 una prima comparazione degli spermiogrammi di 61 studi europei dal 1934 al 1990 aveva documentato un progressivo peggioramento delle caratteristiche quali-quantitative del liquido seminale (da 113 Mil/ml a 66 Mil/ml), oggi i dati sono drasticamente peggiorati. Secondo il report sulla fertilità maschile condotto dal dottor Hagai Levine e uscito a luglio 2017 su Human Reproduction Update, negli ultimi 38 anni (dal 1973 al 2011) la concentrazione totale degli spermatozoi nel liquido seminale ha avuto un calo del 59,3% in tutti i paesi occidentali. Un crollo in termini quantitativi al quale si aggiunge un deperimento sul piano qualitativo (ridotta motilità, anomalie della testa e/o della coda, dna alterato, alterazioni dell’acrosoma, il “cappuccio” sulla testa degli spermatozoi, ricco di enzimi indispensabili per fecondare l’ovulo) che forse è ancor più preoccupante, non solo per gli aspetti di ridotta o assente capacità riproduttiva del seme maschile, ma anche e soprattutto per il potenziale rischio per la salute pubblica. Infatti, sempre più evidenze mettono in
relazione la qualità seminale con la maggior parte delle patologie cronico-degenerative del nostro tempo, per le attuali generazioni e per le prossime. A ciò si aggiunge un progressivo aumento dei casi di criptorchidismo, ipospadia e cancro al testicolo. Un problema, insomma, che ha per bersaglio la virilità maschile e il principio stesso di autoaffermazione dell’uomo, che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità rappresenta una delle emergenze più stringenti per il futuro della specie umana.

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di Luigi Montano . Shubham Kapoor

Fonte: Wired - primavera 2018

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